WTA Finals Singapore: confronto di stili, storie e strategie. Chi la spunterà?

(Source: Matthew Stockman/Getty Images AsiaPac)

Nella giornata di domenica avranno inizio, sui campi del Singapore Indoor Stadium, le attesissime WTA Finals 2016; un torneo che, a conclusione di una stagione quanto mai intensa, potrebbe regalare agli appassionati ulteriori sorprese, aprendo cosí le porte per un infuocato ed imprevedibile 2017

La stagione 2016 del circuito WTA sta progressivamente giungendo al termine: è innegabile che sia stata una delle annate più particolari e intense dell’ultimo periodo, proprio perchè ha sconvolto, anche se solo parzialmente, le classiche gerarchie a cui eravamo abituati precedentemente, offrendo cosi agli appassionati un panorama sempre più complesso e di difficile interpretazione.

Di sorprese ce ne sono state molte: dalla clamorosa squalifica di Maria Sharapova all’altrettanto impronosticabile ascesa di Angelique Kerber, capace di scalzare Serena Williams dal trono della classifica WTA dopo quasi quattro anni di dominio assoluto, passando per la bella storia di Monica Puig, capace di fare sognare un paese intero grazie all’oro conquistato alle Olimpiadi di Rio.

Alla vigilia delle WTA Finals, l’evento stagionale più importante del circuito femminile, appare quindi del tutto lecito riflettere su come l’esito di questo torneo possa influenzare, anche in minima parte, l’andamento delle stagioni a venire; già perchè sui campi di Singapore non si affronteranno solo le migliori otto giocatrici di questa lunga e affascinate annata, ma si confronteranno stili, storie e strategie del tutto differenti che, nella loro seppur parziale unicità, costruiranno la base futura nel nostro sport.

Si tratta senza dubbio di un’edizione particolare, che vede ai nastri di partenza diverse atlete di buon livello, non sempre abituate a palcoscenici cosí prestigiosi ma che in questa stagione hanno dimostrato, in più di una circostanza, un’ottima versatilità dal punto di vista tecnico-tattico, supportata da un’eccellente tenuta mentale, fondamentale per mantenere una certa costanza di risultati e prestazioni.

Certo, ad affiancare il nuovo emergente c’è un folto gruppo di veterane, guidate da Angelique Kerber, numero 1 del mondo e da Angiezka Radwanksa, campionessa in carica sempre pronte a dare battaglia, forti delle esprienze delle stagioni passate, fondamentali per non ripetere eventuali errori commessi, soprattutto nella gestione della preparazione degli incontri e nell’equilibrio tra match giocati e i vari ricevimenti e appuntamenti ‘tranello’ offerti dagli organizzatori.

Un confronto affascinante: il nuovo che avanza contro il passato glorioso, la creatività e il talento contro la tenacia, genio e sregolatezza contro regolarità ed efficienza.

Queste due ‘fazioni’ si possono dividere poi in tanti sottoinsiemi unici, caratterizzati dagli effettivi valori, tennistici e umani, delle singole atlete, che influenzeranno non poco l’esito del torneo: eleganza, forza bruta, intelligenza tattica, tecnica, potenza, precisione sono delle qualità che contraddistinguono il gioco e la personalità di ogni protagonista; elementi diversi, eppure incredibilmente simili, perchè capaci di conciliare scuole, idee e, perchè no, generazioni diverse.

La vera chiave per vincere queste Finals sarà quindi quella di cercare di imporre il proprio stile, la propria cultura tennistica, per dare origine a uno spettacolo unico, in grado non solo di annientare letteralmente le avversarie, ma capace anche di meravigliare noi appassionati.

Certo, ci vuole coraggio. Tanto coraggio.
Ma è proprio questo il quid in più che queste atlete devono mostrare per emergere definitivamente.

Cantava Liguabue: ‘Niente Paura‘; ragazze esprimente senza timore voi stesse e, statene certe, ne verrete ripagate.

Buon Masters a tutte!

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